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November 26

focus on me

Non saprei dire perchè ed è per questo che mi ritrovo a scriverci su, ma ho scoperto che trovare una canzone che senti parlare anche un pò di te, trasmette come una calorosa sensazione di sollievo.
Forse perchè quando butti giù un testo come quello a cui mi riferisco io, vuol dire che sei giunto già al triste momento dell'elaborazione ed..accettazione dell'accaduto, seppure con tanto d'impotente disappunto nei confronti di te stessa.
Rimugini, sbuffi piangi e confidi in una sorte che anche lei apre le braccia incapace di rimediare là dove solo tu potevi. Si avvicendano come da noto copione tutte le singolari fasi delle complicazioni sentimentali. Il cellulare sotto la pagina del libro cui dedichi a malapena uno sguardo deconcentrato, le lunghe conversazioni con gli amici : chi alza spalle e sopracciglia, rassegnato prima di te ; chi ti spinge a seguire i capricci del tuo cuore; chi ti ascolta e ti consola.
Poi chiudi i libri snervata, fuggi ovunque possa cessare questo battito incostante e fastidioso dentro di te.
Dunque abbracci un cuscino e taci, tu con tutti i tuoi pensieri. Attendi pazientemente che passi.
E qui, proprio qui..arrivano le parole che fanno al caso tuo. "Scusami". Quel ritornello l'avrò ascoltato già almeno mille volte, oggi, durante la lunga passeggiata che il lunedì non può mancare. Occhi nascosti dietro le scure lenti e le ciocche disordinate del mio nuovo taglio che è tornato più sparato che mai, questa volta guardo avanti.
"Scusami". Si, ed è rivolto a te e a me. Ma oltre a queste scuse, non mi rimane che cercare e trattenere la freddezza di cui ho bisogno per tornare al mio posto,alla mia vita, a Me.

Laura Pausini - Più di ieri
 
E' esile, ma ancora c'è
l'idea di te con me
sei ancora tu, l'ipotesi,
la più plausibile che c'è
scusami, degli scontri fisici
disperati e illogici, come me
dimmi che sei pronto
a venirmi incontro
a non lasciarmi amare un altro mai
a manifestare come ancora vale
più che mai, l'idea di te con me

il tempo sai, separa poi
il vetro dai diamanti noi,
è come se, ora riesco a distinguere
il senso dal malessere
che c'era in me
sento che sei pronto a venirmi incontro
e a non lasciarmi dietro a niente mai
a manifestare senza rinnegare
in te, l'idea che c'è

dividere, difendere, più di ieri accanto a me
più che mai, l'idea di te, con me
è esile ma ancora c'è
ancora c'è

November 08

io penso che si chiami coraggio...

Può far male ma io.. io non potrò mai pentirmi di vivere le mie sensazioni così come sono solita fare. C’è sempre quel momento di scoraggiamento, quell’amarezza di fondo che vizia l’umore e la tua visione coraggiosamente rosea delle cose. Poi però c’e’ la voglia di ricordare a se stessi che ciò in cui si crede ha un valore tale che saresti pronta a  fare o dire di nuovo le stesse cose, senza ombra di dubbio.

C’è che muori dalla voglia di dare, che sia un sorriso o qualcosa di più e di rubare le stesse cose alle persone che incontri sulla tua strada. Vuoi che la gente prenda il meglio di te, la tua essenza più frizzante e positiva, che poi è quello che più emerge da qualche tempo.

C’è che, sei sorpresa si… ma la realtà è che oggi sei in grado di dire che mettere in gioco il tuo cuore così spesso ti sta rendendo meno scettica nei confronti dell’amore, forse perché ti rendi conto che la vita è proprio imprevedibile e vuoi che ti trovi sempre lieta di accogliere nel tuo mondo i dolci imprevisti. C’è che la mia vita mi piace così com’e’ e tutto ciò che di nuovo possa fare il suo discreto ingresso, non voglio che sia qualcosa di cui poter  per piangere poi la mancanza, ma di cui possa apprezzare il passaggio, pur fugace che sia. Che ne resti l’intenso sapore e nessun rammarico…chè siamo tutti preparati all’idea che forse niente è per sempre ma quello che ti lasciano certe persone e quello che vivi insieme a loro, quello si che può essere per sempre.

 

October 31

Forse..

 

 

Forse è cambiato persino il mio modo di soffrire o forse ho imparato che per certe cose va bene dispiacersi, non disperarsi.

Forse comincio a darmi da sola delle risposte prima di riceverle dagli altri, ho così il tempo di accettarle seppure con un pizzico di tristezza..

Forse adesso sono capace di sorridere di fronte a quegli occhioni speciali, perché penso semplicemente che è stato bello perdermici, ad una così breve distanza..

Forse è ora di non rincorrere più sogni che poco possano darmi di quello che realmente farebbe per me..

Eppure c’e’ ancora una parte di me che è quasi delusa delle nuove reazioni a certi dispiaceri, perché troppo gelosa dell’intensità con la quale ho sempre vissuto certe cose. Per una come me è troppo importante non perdere il contatto privilegiato con sensazioni ed emozioni d’ogni genere.

Voglio credere che crescere significhi anche questo e cioè rispettare i segnali di”stop” e smettere d’assecondare il capriccio di beffare il destino.

E tuttavia non smetterò mai di rubare emozioni tanto belle e forti, tenerle poi strette strette perché non perdano d’intensità e quindi scrivere di queste e delle persone alle quali le lego.

 

October 25

A colloquio con Gabri

Che fare quando i pensieri non danno pace? Sebbene mi vanti di avere vicine tante persone che mi vogliono bene e sanno capirmi, ci sono delle volte in cui mi sento di non potere “dialogare” se non con me stessa.

Lo faccio tutto il giorno, tutti i giorni in fondo. Mi racconto quello che mi accade. Indugio sulle sensazioni che lego a determinati momenti, le sviscero e ci torno mille e più volte.

Ne ho bisogno, adesso più del solito. E’che certe immagini di questi mesi, da quando sono tornata, sono tutto ciò che mi rimane oggi, che mi sento tanto triste.

“somos como angels, somos como angels.. con un ala solamente volamos alto, abrazados fuertemente” .

Io me lo ricordo che questa è stata la prima bachata che mi hai invitato a ballare. Appena una settimana dopo averti visto per la prima volta,  io non aspettavo altro che mi rivolgessi quell’invito..

Ti sbirciavo, di tanto in tanto. Poi ballavo…ma soffrivo un po’ pensando che ogni mano che accettavo era un’occasione in meno per te di farti avanti per trascinarmi in pista al tuo fianco..

Cominciavo a diventare anche parecchio nervosa del fatto che qualcuno non faceva che invitarmi a ballare tutte le volte che mi fermavo ai margini della pista per stare un po’ a guardare. Rifiutare stava così male ma io aspettavo solo te…

Non saprei dire se ciò che vivo sa di magia o se sia io a dare un’idea di fiaba col modo che ho di raccontar le cose, però quella sera tu sei arrivato quando io ho detto il primo no..

Neanche il tempo di declinare l’ennesima proposta del mio accompagnatore improvvisato..ed eccoti con quegli occhioni che sanno così bene riempire i tuoi discreti silenzi…

La verità è che qualsiasi bachata ascolti, sono quasi certa di averla ballata con te in tutto questo tempo. E fa proprio male pensarci…

Ci provo a dirmi che non t’importa,semplicemente non t’importa di me.. ma poi penso a quello che ci siamo detti, a quanto carino è stato scoprirci un po’ ed a come mi guardavi quella sera, mentre poggiavo la mia fronte sulla tua e ti sorridevo beata..

Ho la pelle più dura di un anno in più di vita intensa e credevo d’averne capito un po’ d’uomini, invece mi ritrovo a chiedermi perché mai tutto debba essere tanto complicato, perché non possa esistere chiarezza, perché mi sorridi ancora giocoso e ammiccante e non mi dici cosa pensi…

Ma il peggio è nascondersi dietro una freddezza per nulla autentica, nella speranza di non esporre anche l’altro fianco alla tua noncuranza..

 

October 22

Ci risiamo

E’ vero. Di fronte alla stronzaggine degli uomini continuo ad impietrirmi in una smorfia di delusione mista a tristezza acuta. Allo specchio non posso fare a meno di vedermi piccola ed indifesa. Però.. ogni volta, quell’istante di smarrimento insieme alla terribile sensazione di rifiuto, dura sempre meno. Rifiuto? Dipende dai punti di vista. Io, da oggi in poi, non voglio più sentirmi possibile oggetto di rifiuto, ma solo un’occasione preziosa non colta , semmai.

Non è una consolazione, è che è rispettoso e sacrosanto nei propri confronti, pensarla così.

Si, mi sono sentita anche stavolta quel pizzico di troppo ferita, respinta. Mi è sembrato ancora una volta ingiusto quanto sta accadendo ed io voglio sentirmi pronta a reagire al meglio. E così, dopo solo 10 minuti avevo smesso di piangere nervosamente ed ho anche sorriso. Non è ironia, è la verità. Lui e qualsiasi altro uomo devono leggere questo nei miei occhi : sono pronta ad essere più forte .

D’altronde mi caccio sempre nelle storie più complesse e  non c’e’ da stupirsi del dispendio d’energie emotive che comportano..

C’è solo una cosa che mi chiedo : quand’è che finirà questa rigida scuola che tanto mi bacchetta e comincerò a godere dei benefici di queste ferite al cuore?

Ci sarà un giorno in cui potrò deporre le armi involute e smettere di chiedermi se stia sbagliando a seguire semplicemente il corso vivace della mia spontaneità?

23 anni.. io lo so che è una bellissima età. Ho il dovere inderogabile di renderla ancora più bella cogliendo tutte le opportunità che mi vengono date.

Ero triste in questi giorni. Di tanto in tanto sottilmente eccitata al pensiero di quel contatto così intimo di pochi giorni fa e tuttavia non la sentivo come una svolta. Sentivo, anzi, di aver varcato la soglia dell’alto rischio e ne temevo le conseguenze più ovvie. Ce l’avevo questo presentimento oggi. Ad un certo punto della mia giornata, dopo aver lottato invano per difendere il buon umore, mi sono abbandonata al sonno ed il risveglio è stato mesto. Sentivo che non mi sarebbero piaciute le sue parole. Ma come mi hai detto tu, hai trovato pane per i tuoi denti. Così sarà.

 
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